L'editor Dmoz è per sua natura un animale strano.
Ama pascolare nelle dense praterie del web in caccia di siti grassi di contenuti originali che poi diligentemente inserisce nella Directory.In questo suo esplorare l'editor incontra di tutto e spesso si imbatte in situazioni intriganti ed arcane, a volte divertenti ma altre tali da devastarne l'esile equilibrio mentale, che checchè se ne dica, pur essendo notoriamente l'archetipo dell'editor quello di un bruto dalla pelle bruciata dal sole, avvezzo all'uso di muscoli forti come quelli di un cavallo da tiro e dalle profonde rughe scavate dal vento, di fatto resta sempre un tenerone facile alla commozione.
Apriamo la prima pagina di questo libro con una storia sconvolgente; chi l'ha subita ne è ancora preda e tutt'ora stenta a riprendersi.
* Una storia olfattiva.
Ciao a tutti cari amici.Questa è una storia solo apparentemente olfattiva e ve la devo raccontare, sperando di non tediarvi troppo.
Preambolo
Vi sarà capitato di andare all'estero e visitare nuove terre (ma anche solo recarvi in una regione appena distante dalla vostra) ed essere colpiti dai nuovi odori là presenti, della terra e delle piante, dei cibi e vini e tutto il resto.
Arrivando in una zona tropicale questa esperienza è decisamente forte e gli odori esotici colpiscono vivamente.
Vivere all'estero per lungo tempo, porta ad avere le stesse violenti sensazioni al ritorno in Italia, a casa nostra, facendoci sentire in modo intenso e nuovo quei profumi che da tempo non percepivamo ed ai quali il nostro olfatto non è più abituato. Inoltre, la sensazione è particolarmente coinvolgente, in quanto essendo quelli gli odori della nostra terra, delle nostre radici, quella sensazione così intensa arriva dritta a ciò che è radicato profondo dentro di noi, risvegliando ancestrali e dimenticati ricordi ed istinti.
La terra appena arata o il fieno tagliato, e poi le tagliatelle della nonna ed il lambrusco, o l'arcaico clinto gustato con hogudo. Son cose queste capaci di squotere una quercia d'editor!
Antefatto
Mi è capitato di scrivere da qualche parte che amo l'esperienza di ODP anche perchè pur stando all'estero mi permette di entrare nelle osterie e botteghe, nelle aziende e nelle attività della mia terra a curiosare e vedere immagini in siti spesso ruspanti ma carichi di quei prodotti e di quelle attività genuine che offrono sino a ... sentirne quell'odore così familiare e lontano.
Il Fatto
Ogni tanto torno in vacanza nel bolognese. L'ultima volta ho aizzato accuratamente mio figlio ad imbarcarsi nell'avventura dell'acetaia.
Vivendo CERTAMENTE in una zona DOC per l'aceto balsamico, (qualcuno sostiene che siamo fuori per poche decine di metri, ma senz'altro mente spudoratamente!) era un'esperienza questa alla quale non potevamo disattendere oltre! Armati quindi di entusiasmo e certi che qualche nostro avo non poteva non aver avuto un'acetaia poi dispersa chissadove e chissacome, con l'aiuto dell'amico del nonno siamo arrivati in una calda sera di luglio in una mitica cantina d'aceto balsamico sulle colline di Vignola.
Ragazzi, fantastico!
Vi erano un centinaio di botti vecchissime nelle loro tradizionali catene di dimensione diversa e l'odore avvolgeva, fasciava, entrava nella pelle e penetrava nei vestiti dai quali non sarebbe più uscito per tempi immemorabili. Acre, intenso ma garbato e morbido; era un odore di casa nostra.
E allora ci siamo seduti ad un tavolaccio per decidere l'aroma dei legni; la robinia o il rovere, il ginepro o il castagno, ed a noi che eravamo già praticamente ebbri da quell'essenza han portato pure una bottiglia di lambrusco che pareva uva appena staccata dalla vigna.
E così oramai praticamente impossibilitato al ragionamento lucido, mentre vagavo con lo sguardo alle colline rese particolarmente gradevoli dal tramonto, ho notato alcuni dettagli di quella cantina, di quelle botti e di alcuni vecchi arnesi esposti ed usati da antichi nonni per quell'arte. Li avevo già visti.
Ed allora improvvisamente ho chiesto: -'avete un sito internet voi vero?'
- 'Si' - han risposto, e mi han detto il nome.
Vi ero entrato pochi mesi prima, mi ci ero praticamente ubriacato e, più tardi, dopo essermi ripreso, l'avevo inserito.
Per puro caso ho rivissuto dal vivo quell'ebrezza già vissuta virtualmente e che tanto a suo tempo mi aveva turbato. E dal vivo, al cospetto di quelle botti di quella cantina trasudante quell'essenza balsamica, mi è stato sconvolgentemente fatale.Subito soccorso, sono stato portato in un letto in ambiente cheto dove giaccio tutt'ora e dove i miei cari mi accudiscono con affetto.
Epilogo
A volte, nei momenti di lucidità, riesco a stento ma imperterrito a lanciare il mio mouse alla caccia di nuovi siti dando così continuità all'insana missione di editor.
A volte cari amici essa appare così rischiosa ed irta di tali ancestrali perigli capaci di segnarci nel nostro pur roccioso ed indomito spirito.Che si incontra davvero di tutto.
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ghisolabella | Lun, 18/12/2006 - 22:55
Lo stesso odore lo trovi nei siti svizzeri delle latterie e degli agriturismi e anche in qualcuno nostrano... odore di fieno e di formaggio grasso. Nei casi più bucolici mi sembra addirittura di sentire i campanacci delle mucche al pascolo
virtuosa editolla
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