Per estensione direi di sì, se ci riferiamo esclusivamente al modo in cui le persone pensano e vivono all’interno di questa esperienza.
Raccontaci di una decisione che hai dovuto prendere che ti è costata molta fatica.
Non mi è mai capitato mi pare.
Non ci sono decisioni così gravose lasciate sulle spalle e discrezionalità di un singolo editore. Tutte le questioni più controverse o difficoltose sono affrontate collegialmente sotto la supervisione o la partecipazione diretta di admin o AOL.
Va detto infine che se una situazione specifica crea difficoltà di qualche tipo ad un singolo editore, egli/ella può scegliere di non occuparsene.
In questo momento cosa ti dà odp e cosa ti ha dato da quando ne fai parte?
Mi permette di mettermi alla prova, stimolare la mente e interagire con altre menti sparse sul pianeta su questioni che esulano dalla mia vita a computer spento. Il tutto svolgendo un attività di cui condivido lo spirito e l’obiettivo di fondo. Ho conosciuto inoltre delle persone piacevoli e interessanti, anche se per come sono fatto io caratterialmente non ho mai approfondito più di tanto le relazioni.
Ti sentiresti di affermare che in odp tutto è sotto gli occhi di tutti?
Non tutto ma quasi. I log delle attività interne e i forum di discussione sono a disposizione di tutti gli editori, e questo costituisce già l’80/90 % di quello che potremmo definire il “tutto”. Il restante 10/20 % è suddiviso in ulteriori gradi di accesso e aree di discussione riservate alle tipologie di editori con compiti più specifici.
Chi “comanda” su odp?
Dipende a quale parte di ODP si fa riferimento, ma c’è una certa analogia con la domanda precedente. AOL, in quanto proprietaria del progetto, prende le decisioni di strategia globale, si occupa delle questioni tecniche principali nonchè ha l’autorità per intervenire in ogni altra questione interna se lo ritiene necessario o viene invitata a farlo.
La comunità degli editori ha un suo sistema di autogoverno basato sulle linee guida e sui differenti compiti assegnati alle varie tipologie di editori. Questo da’ la possibilità ad AOL di non dover seguire ogni singolo aspetto della vita della comunità stessa e dei lavori sulla directory, delegando quindi l’80% del “comando” agli editori. Si tratta comunque di una forma di comando collettiva, basata anche su singole azioni ma laddove esse acquisiscono rilevanza nel loro insieme.
Non so se mi sono spiegato bene, ma ci ho provato ;-)
Questa è una recente affermazione tua: "gli editori sono dei collaboratori, sono indispensabili all'esistenza e alla crescita di ODP, ma alla fin fine sono comunque delle persone che non rappresentano ufficialmente il progetto nè hanno poteri decisionali sulle questioni tecniche e di strategia fondamentali."
Secondo te, AOL, nel prendere le decisioni, quanto considera importante l’opinione dei suoi “collaboratori”?
Fino a che il progetto sarà portato avanti soprattutto dal lavoro volontario e gratuito, è ovvio che AOL dovrà tener conto delle opinioni dei collaboratori ma allo stesso tempo non potrà permettere che essi portino la nave fuori dalla rotta prevista.
Il “considerare importante” credo quindi che si possa tradurre in un confronto con la comunità e in un operazione di coinvolgimento della stessa nei suoi piani futuri. Nei forum interni mi pare di aver già visto più volte segni di questo intento e disponibilità.
Personalmente sono dell’idea che, aldilà delle questioni di tatto e strategia diplomatica nei confronti degli editori, sarebbe giunto il momento che AOL scendesse in campo alla grande con scelte forti, anche impopolari se servisse.
Nella situazione attuale non riesco a ipotizzare un salto di qualità per la directory senza un coinvolgimento diretto, forte e continuativo di chi dirige la baracca.
Poi comunque va precisato che io potrei non aver capito niente di niente. ;-)
È difficile “fare il meta”?
No, non credo; o meglio, può esserlo ma non è il primo aggettivo che mi viene in mente. Quando ricevi quello status hai tutto il tempo per fare esperienza, ricevere aiuto e consigli, e hai comunque la libertà di scegliere di cosa occuparti e cosa lasciare ad altri. Può essere semmai logorante e impegnativo perché se vuoi tenere gli occhi sul “tutto” che compete a quel ruolo occorre dedicare molto tempo o comunque in modo continuativo. Il doversi occupare inoltre dei comportamenti poco corretti o l‘avere modo in ogni caso di verificare quanto siano diffusi e ricorrenti è un aspetto anche intrigante per un po’, ma a lungo andare può intaccarti e renderti un po’ più diffidente, se non cinico.
Personalmente ho pensato più volte di rinunciare anche temporaneamente allo status di meta per queste ragioni.
Ti senti molto criticato/ammirato/seguito?
Criticato senz’altro, faccio i miei errori come tutti e nel ruolo che ricopro forse è più facile rendersi criticabili se esprimi posizioni discutibili o non risulti essere sempre una guida, un esempio come probabilmente ci si aspetta.
Ammirato non credo e lo troverei eccessivo; preferisco semmai pensare che il mio contributo possa venire apprezzato, che ci possa essere stima nei miei confronti. Negli anni comunque ho avuto modo di verificare che sono in grado di suscitare sentimenti opposti. ;-)
Seguito? Non lo so veramente, non mi ritengo un gran trascinatore ma penso di aver avuto fasi alterne.
Se ne discute spesso: come dovrebbe essere il nuovo ODP per te?
Parlando del “lato fruitore”, una versione potenziata ed ampliata di quello che è attualmente. Mi piace ancora pensare a ODP come ad un elenco esaustivo di siti ordinato secondo criteri chiari e funzionali, mettendo a disposizione i dati in svariate modalità secondo le preferenze dell’utente.
Parlando del “lato interno”, sicuramente la parte software ha bisogno di molti rimodernamenti se non di un rifacimento completo in certe parti, ma non essendo tecnicamente esperto non entro nel merito.
La gestione degli editori e del modello di collaborazione nel suo complesso è un tema sotto analisi e critica da diverso tempo, sia fuori che dentro ODP. Ci sono migliorie che si possono fare subito e altre che possono essere solo una conseguenza di scelte di strategia più generali.
Il successo di Wikipedia e di vari progetti di social bookmarking offre molti esempi e spunti utili per ipotizzare una “ODP
Se ti chiedessero quale è l’obiettivo di questo progetto, che risponderesti?
A volte sembra quasi che si sia perso per strada…
L’obiettivo è sempre lo stesso, e non è che si sia perso, si è solo allontanato.
Per non sentirsi perduti occorre quindi ridimensionare l’obiettivo o trovare maggiori risorse per raggiungerlo.
Quando si parla di “nuovi membri dello staff” dedicato a DMOZ a cosa si fa riferimento?
A dipendenti di AOL che vengono incaricati di occuparsi direttamente di Dmoz.
Potrebbe dare al progetto una marcia in più? Come si sta evolvendo la cosa?
La presenza attiva di AOL è l’unica garanzia di continuità, crescita e sviluppo del progetto. Lo staff attuale sta lavorando, qualcosa si è già visto e nel 2008 auspico ulteriori sviluppi e novità.
È più difficile “gestire” chi sta “fuori” o chi sta “dentro” al progetto?
Per quanto mi riguarda e compete al mio ruolo, l’impegno e difficoltà principale è per chi sta dentro. La gestione di chi sta fuori la lascerei a chi di dovere e ad esperti di comunicazione (leggi AOL). Se invece per chi “sta fuori” intendiamo chi vuole spammare/danneggiare la directory in tutti modi possibili, Dmoz ha i propri strumenti per proteggersi.
Da utente esterno, utilizzeresti/utilizzi Dmoz per fare delle ricerche su internet?
Certo.
Molti affermano che Dmoz non sia ben organizzato e sostengono che sia eccessivamente complicato, tu che ne pensi?
La struttura tipica di una directory non è intuitiva e comprensibile allo stesso modo per ogni forma mentis. E’ complessa per noi editori che ci passiamo molto tempo per cui è normale che qualcuno possa trovarla estremamente ostica. Certamente se ci si potesse avvalere della consulenza di veri tassonomisti ne trarremmo un beneficio noi editori e magari potremmo pure semplificare le cose dal lato esterno.
Parallelamente si potrebbe fornire un modulo di ricerca molto più potente dell’attuale, in grado di far scavalcare gli ostacoli della struttura a categorie con un approccio più da motore di ricerca, familiare ormai per una buona parte degli utenti del web.
Con un nuovo software si potrebbe addirittura dare la possibilità di navigare tra le categorie ed accedere ai loro contenuti con approcci tematici e mentali personalizzati. Potrei anche continuare eh, dipende da quanto materiale futuribile ti serve in questa intervista. 8-)
continua...
postato da wanilla il 17.01.2008 — blog di wanilla — 2674 letture

